F1 | In Cina Norris ha messo di nuovo in mostra i suoi limiti
Dopo il trionfo in Australia, il britannico si è presentato in Cina con grandi aspettative, ma il circuito di Shanghai ha evidenziato le difficoltà del pilota

Dopo un inizio di stagione F1 memorabile in Australia, dove ha conquistato sia la pole position che la vittoria, Lando Norris si è presentato al Gran Premio di Cina con grandi ambizioni. Tuttavia, il circuito di Shanghai ha messo a dura prova le sue aspettative, rivelandosi un terreno più insidioso del previsto. La MCL39 ha mostrato alcune difficoltà di adattamento per il pilota britannico, che hanno fatto emergere diverse criticità. Se in Australia Lando aveva dato prova di maggior maturità nella gestione della gara, in Cina le difficoltà si sono fatte sentire, soprattutto durante le qualifiche e la Sprint Race.
GP Australia: si può dire Norris sia pronto per il titolo?
Il Gran Premio d'Australia aveva messo in evidenza la straordinaria competitività della McLaren e le indiscutibili qualità di Lando Norris, che ha saputo affrontare la sfida con determinazione. Una vittoria che, per come è arrivata, faceva presupporre che avesse compiuto quel passo in avanti necessario alla conquista del titolo. L'anno scorso, infatti, aveva pagato i troppi errori (non tutti suoi, ricordiamolo).
A Melbourne il britannico ha risposto con una prestazione solida e sicura, mantenendo il controllo della gara nonostante le insidie offerte dal meteo, dalla safety car e dalla pressione degli avversari.

Nonostante ciò, in alcuni frangenti è emerso il divario psicologico che ha con piloti del calibro di Max Verstappen, ovvero coloro che sanno di poter conquistare qualcosa di importante come il titolo. Soprattutto durante le fasi in cui ha dovuto affrontare la pressione di chi inseguiva, ha mostrato segni di nervosismo. Un esempio è il momento in cui sul finire della gara l’ingegnere gli ha ricordato che la sua McLaren era abbastanza competitiva per vincere, senza esagerare. Norris, a differenza dell'anno precedente, non ha ceduto, sebbene la sensazione di non essere ancora arrivato al livello del rivale sia palpabile.
Si può dire che la vittoria sia stata un segnale chiaro della sua maturazione. Per questo Lando ha lasciato l'Australia con l’obiettivo di continuare in questa direzione, dando seguito alla promessa di "essere cambiato e pronto per lottare", come ha dichiarato lui stesso.
GP Cina: weekend segnato da errori e incertezze
Dopo aver raggiunto il massimo in Australia, l'immediato Gran Premio di Cina era per Norris carico di aspettative. Poteva essere l'occasione perfetta per allungare in classifica sugli avversari, dando un primo scossone alla stagione. Bastava cavalcare l'onda dell'entusiasmo e sfruttare l'iniezione di fiducia acquisita nel primo appuntamento. Aspettative però disattese.
Il circuito di Shanghai ha dimostrato essere un banco di prova più arduo di quanto previsto, rivelando fin da subito le difficoltà del pilota britannico nel gestire la sua McLaren, una vettura che, nonostante il potenziale velocistico, si è mostrata complicata da domare, specie nei momenti cruciali. Un banco di prova importante per Norris, che, a differenza di quanto visto in Australia, ha avuto a che fare con una serie di problematiche tecniche e di adattamento alla pista.
Errori e difficoltà iniziali
Sin dal venerdì Lando ha mostrato segni di difficoltà, nonostante l'esito della prova libera avesse fatto credere in un dominio. Se in entrambe le qualifiche ha commesso errori significativi che lo hanno escluso dalla lotta per la pole position, la Sprint Race l'ha visto perdere ben tre posizioni al primo giro. Prova del fatto che Norris abbia fatto fatica a trovare il ritmo giusto e a esprimere il massimo potenziale della monoposto.

Soprattutto il confronto con il compagno di squadra Oscar Piastri, poleman e vincitore, è emerso come un indicatore significativo delle difficoltà di Norris. Mentre Piastri ha saputo esprimere un ritmo più costante e senza sbavature, Lando ha continuato a fare errori nei momenti decisivi, evidenziando una certa difficoltà nell'ottimizzare le prestazioni della vettura.
Difficoltà che Andrea Stella, team principal della McLaren, attribuisce al comportamento degli pneumatici sulla superficie del tracciato di Shanghai, accentuata dal particolare stile di guida del britannico, che predilige un approccio fluido, combinando ingresso in curva e frenata. Non è un caso se i principali errori siano stati soprattutto nel primo e ultimo settore.
Se nel corso del weekend Norris ha comunque percepito un miglioramento del feeling con la MCL39, un problema ai freni manifestatosi nelle fasi finali della gara ha compromesso la sua performance.
Occorre un passo in avanti
Il secondo posto conquistato, pur essendo positivo per la classifica, non deve però nascondere i limiti di Lando, che si manifestano con una certa costanza nei momenti cruciali. Errori che erano già stati osservati nella scorsa stagione, soprattutto quando la pressione aumenta e la lotta al vertice si fa più serrata, mostrando come la sua capacità di gestire i momenti decisivi sia ancora in fase di sviluppo.
La difficoltà nell’adattarsi rapidamente alle condizioni mutevoli e la tendenza a commettere sbavature in qualifica rappresentano infatti ancora un ostacolo nella sua crescita come pilota di punta. Di questo ne è consapevole il britannico, che ha ammesso di dover trovare maggiore consistenza.

Ancora una volta Lando è stato sprecone, oltre a non saper ancora riconoscere quando si debba osare e rischiare e quando no.
Per questi motivi, il prossimo appuntamento con la F1, a Suzuka, si preannuncia fondamentale. Il tracciato giapponese offrirà al pilota britannico l’opportunità di riscattarsi. Avrà bisogno però di ritrovare la sua forma migliore per consolidare la sua posizione in classifica e rispondere alla crescente minaccia di Oscar Piastri, che ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per dargli testa nella lotta al titolo.
E mettere una pezza limitando i danni potrebbe non bastare, soprattutto se il primo avversario guida la macchina migliore in griglia: la sua.
Anna Botton