F1 | Tsunoda punta in alto: "In Giappone voglio il podio"
Yuki Tsunoda debutta con Red Bull Racing nel Gran Premio di casa, un'opportunità carica di significato ma resa complessa dalle difficoltà della RB21.

Il Gran Premio del Giappone di F1 segnerà un momento cruciale nella carriera di Yuki Tsunoda. Il pilota giapponese, dopo quattro anni trascorsi vedendo il team cambiare nome - tra AlphaTauri e Racing Bulls - ma coltivando sempre lo stesso sogno che, però, col passare del tempo sembrava sempre più irraggiungibile, avrà finalmente la sua occasione in Red Bull Racing. Tuttavia, il suo debutto nel team anglo-austriaco non avviene in un momento ideale: la RB21 sta attraversando difficoltà tecniche che rendono il compito ancora più complesso.
Un debutto carico di significato
Suzuka non è solo il circuito di casa per Tsunoda, ma anche il teatro di un esordio dal valore simbolico. La promozione alla Red Bull è arrivata proprio nell'anno in cui Honda, storico alleato del team, si prepara a concludere la sua collaborazione. Per questo motivo, correre nel Gran Premio del Giappone con la Red Bull è un evento che il nipponico stesso definisce "un segno del destino".
Ad un evento Honda tenutosi presso la sede di Aoyama, Yuki ha dichiarato:
“Ad essere sincero, non mi sarei mai aspettato di correre per la Red Bull a Suzuka. Questo è l'ultimo anno di collaborazione tra Red Bull e Honda, quindi mi sembra come se tutto si fosse allineato nel modo giusto per permettermi di essere qui oggi”.
Ma se il destino gli ha aperto questa porta, spetta a lui dimostrare di meritarsela. La pressione su di lui sarà enorme: il pubblico giapponese e Honda ripongono grandi speranze nel loro pupillo, e il confronto con Max Verstappen, dominatore del team, sarà inevitabile.
Una sfida tecnica e mentale
Correre per Red Bull significa affrontare una sfida tecnica importante. La RB21 non è più la monoposto dominante di un tempo, e il suo comportamento imprevedibile sta mettendo in difficoltà anche Verstappen. A questo si aggiunge il fatto che Tsunoda non ha avuto il tempo di adattarsi alla vettura: le uniche esperienze sulla RB21 sono state al simulatore, e passare dalla Racing Bulls a una Red Bull senza test reali significa dover apprendere tutto rapidamente nel weekend di gara.

I riscontri sono positivi per il giapponese, che potrebbe iniziare in fiducia questa esperienza. Ha affermato in merito:
“Ho trascorso circa due giorni al simulatore. Da quell'esperienza, non ho trovato la macchina così impegnativa da guidare. Ho avuto sicuramente l'impressione che l’anteriore sia molto reattivo, come spesso si dice. Ma se mi chiedete se fosse difficile da gestire, non direi che mi ha dato una sensazione particolarmente strana, almeno al simulatore”.
Tuttavia, come dimostrano le difficoltà incontrate da Lawson - tanto da diventare un caso - e l'evoluzione della RB21 nel corso dei weekend di gara, c'è una differenza sostanziale tra il simulatore e la pista. Red Bull stessa ha spesso riscontrato una discrepanza tra i dati virtuali e le prestazioni reali in pista, il che potrebbe rendere l'adattamento ancora più complesso.
Il peso delle aspettative
Il team di Milton Keynes ha promosso Tsunoda per dare una scossa alla squadra, che sta attraversando una fase difficile. Da parte sua, ha dichiarato di non temere la pressione e di voler subito puntare in alto:
“Non voglio aumentare troppo le aspettative, ma nel Gran Premio del Giappone voglio finire sul podio. Detto questo, so che non sarà facile fin dall'inizio. La mia priorità è capire la vettura e come si comporta rispetto a quella della Racing Bulls. Se riuscirò a divertirmi a guidarla man mano che prenderò confidenza con la vettura nelle FP1, i risultati arriveranno di conseguenza. E se questo risultato fosse un podio sarebbe incredibile”.
Ma la realtà della F1 è ben diversa dalle dichiarazioni pre-gara. Red Bull ha sempre avuto standard altissimi per il suo secondo pilota, con l'aspettativa che sia costantemente entro circa tre decimi al giro da Verstappen. Se Tsunoda riuscisse a mantenere questo livello di competitività e soprattutto riuscisse a restare costante (motivo per il quale in precedenza era stato scelto Lawson), potrebbe guadagnarsi un posto stabile in Red Bull anche per il 2026. In caso contrario, il suo futuro in Formula 1 potrebbe essere a rischio, specialmente considerando che Honda, il suo principale sponsor, lascerà la squadra per passare all'Aston Martin.
Un'opportunità da non sprecare
Per Tsunoda, questa promozione rappresenta quindi un'ancora di salvezza per la sua carriera.

Ora ha l'opportunità di dimostrare il proprio valore nel team principale, ma la storia recente insegna che il secondo sedile della Red Bull è un'arma a doppio taglio. Dal 2019 a oggi, diversi piloti hanno provato a far funzionare il ruolo di compagno di squadra di Verstappen: Gasly, Albon e ora anche Perez hanno faticato enormemente a reggere il confronto con l'olandese. Tsunoda dovrà affrontare questa sfida con intelligenza, senza cercare di emulare lo stile di guida di Verstappen, ma trovando il proprio modo di adattarsi alla RB21.
L'appuntamento con la verità è fissato per questo weekend a Suzuka. Sarà un'occasione irripetibile per Yuki, un esordio in casa con la scuderia che ha sempre sognato. Ma la domanda che ci si pone è: riuscirà Tsunoda a domare la RB21 e a dimostrare di meritare il posto accanto a Verstappen, o farà la stessa fine dei suoi predecessori?
La risposta arriverà dalla pista. E avrà un'intera stagione per dimostrarlo.
Anna Botton