Racing Bulls gp giappone f1 2025
Crediti foto: Mark Thompson/Getty Images / Red Bull Content Pool

Nel venerdì di Suzuka le Racing Bulls hanno stravolto ogni previsione. Hadjar e Lawson si sono messi in luce con tempi sorprendenti nelle FP2, mentre tutte le attenzioni erano puntate su Yuki Tsunoda, al debutto sulla Red Bull nel GP di casa. Tra promozioni, retrocessioni e un clima tecnico instabile, la sfida interna tra i giovani del vivaio Red Bull si fa sempre più interessante.

Racing Bulls consistenti a Suzuka 

Suzuka, patria di emozioni forti e giudizi affrettati, non ha tradito nemmeno questa volta. Le Visa Cash App Racing Bulls sono state protagoniste in entrambe le sessioni del venerdì, lasciando intendere che la “retrocessione” di Lawson non è stata certo accompagnata da una resa.

Nelle FP1, Isack Hadjar ha piazzato un impressionante ottavo tempo, a un solo decimo dalla Red Bull di Verstappen, mentre Lawson ha chiuso 13°, a 0,3 secondi dal compagno di squadra. Tuttavia, la vera sorpresa è arrivata nel pomeriggio giapponese, quando Hadjar si è issato fino al terzo posto e Lawson ha chiuso quinto, davanti a George Russell e alla stessa Red Bull di Verstappen (ottavo).

Un risultato da prendere con le pinze, dato il contesto: le FP2 sono state frammentate da ben quattro bandiere rosse e oltre 37 minuti di stop. Molti piloti non hanno completato giri veloci, tra cui lo stesso Tsunoda, e non ci sono stati long run significativi. Ma è innegabile che le RB di Faenza abbiano mostrato velocità sul giro secco, complice anche – forse – una spinta sulle mappature al venerdì, già vista in altri GP.

Tsunoda: debutto solido sulla Red Bull

Tutte le attenzioni erano puntate su Yuki Tsunoda, promosso da Racing Bulls a Red Bull per il GP di casa.

Yuki Tsunoda si prepara a prove libere GP Giappone F1 2025
Crediti foto: Mark Thompson/Getty Images / Red Bull Content Pool

Il giapponese ha vissuto una FP1 incoraggiante, chiudendo sesto a soli 0,107 secondi da Max Verstappen. Un gap contenuto, considerando che si trattava del primo contatto con la RB21. Tsunoda ha mostrato un approccio metodico, lavorando sul bilanciamento della vettura, sperimentando settaggi di differenziale e freni, e crescendo progressivamente nel feeling.

Interessante il confronto tecnico: Tsunoda ha usato due set di gomme morbide, con una gestione simile a quella di Verstappen, ma ha lamentato scarso grip posteriore nel long run finale. Le sue comunicazioni via radio sono state precise, e ha definito la macchina “piuttosto interessante”.

Nelle FP2, tuttavia, è rimasto diciottesimo, senza un vero tentativo cronometrato su gomma morbida a causa delle interruzioni. Il suo miglior tempo è stato registrato con mescola media e alto carico di carburante, circa 2,5 secondi più lento di Verstappen. La Red Bull ha faticato, con Max ottavo e in difficoltà di bilanciamento (“sottosterzo ovunque”), ma è chiaro che la sessione non è stata rappresentativa, specialmente per Tsunoda.

A fine giornata, ha dichiarato ai microfoni di F1TV:

E’ andata meglio di quanto mi aspettassi sinceramente. Nella seconda sessione di prove libere non ho fatto nessun tempo e c’è ancora molto da fare per essere apposto. Dobbiamo esaminare qualcosa per domani ma nel complesso è andata bene. Vedremo in qualifica quale sarà la prestazione”. 

Sicuramente è molto diversa dal simulatore. E’ stato un po’ più difficile di quanto mi aspettassi soprattutto a livello di feeling. Sarà sempre diverso, come è ovvio che sia. Nella macchina reale le cose sono sempre molto più estremizzate rispetto alle simulazioni”. 

Lawson vs Tsunoda, la sfida indiretta

Il momento più interessante del weekend è però arrivato fuori dai tempi cronometrati: il primo confronto tra Tsunoda e Lawson con i ruoli invertiti – il primo in Red Bull, il secondo retrocesso in Racing Bulls.

Yuki Tsunoda, guida Red Bull Racing durante prove libere GP Giappone F1 2025
Crediti foto: Mark Thompson/Getty Images / Red Bull Content Pool

Tsunoda, con la pressione di dover dimostrare di valere il sedile della RB21, ha avuto un buon esordio, ma nella seconda sessione ha pagato l'impossibilità di girare con costanza. Lawson, invece, ha sorpreso. Con la pressione ridotta, un ambiente più familiare e una macchina meno esigente, il neozelandese ha chiuso le FP2 con il quinto tempo, pochi decimi dietro Hadjar. Un segnale importante, dopo le parole di Christian Horner che ha ammesso ai microfoni di Sky Sport:

“Abbiamo forse sbagliato con Liam, aveva bisogno di crescere e questa Red Bull è difficile. Ma noi non abbiamo il tempo di aspettare.”

La Red Bull è un banco di prova spietato, e mentre Tsunoda si gioca le sue carte per il futuro nel team principale, Lawson sta rispondendo con prestazioni solide in Racing Bulls. Nelle FP1, i due si sono affrontati a distanza: Tsunoda ha brillato su un mezzo superiore, Lawson ha fatto il suo con discrezione. Nelle FP2, con ruoli invertiti, Lawson ha brillato mentre Tsunoda non ha potuto mettersi in mostra.

Troppe variabili, ma qualcosa si muove

È presto per trarre conclusioni, soprattutto con una FP2 frammentata e una Red Bull che sembra faticare più del previsto sul setup a Suzuka. Ma il dualismo Tsunoda-Lawson si sta evolvendo: non più solo come lotta per un sedile, ma come sfida tecnica e mentale tra due profili molto diversi, in contesti che cambiano rapidamente.

 

Anna Botton