La Medical Car in azione
Credits: F1 Official website

Sono tanti i protagonisti che garantiscono lo svolgimento regolare dei Gran Premi di F1. Per far sì che tutto funzioni al meglio, anche i mezzi che vengono utilizzati rappresentano un vero e proprio fiore all’occhiello dell’organizzazione di Liberty Media. Tra questi, particolarmente interessante è certamente quella che può essere definita come l’ambulanza più veloce del mondo: la Medical Car

L’incidente di Grosjean

Nei momenti carichi di tensione che precedono lo start, quasi non ce ne accorgiamo, noi che osserviamo l’azione nelle prime file. La Medical Car, in questi secondi determinanti, svolge però un ruolo fondamentale. È infatti solo al suo arrivo alle spalle dei piloti dell’ultima fila che il commissario preposto può sventolare la bandiera verde, e quindi andare a dare il via alla procedura di accensione dei semafori in testa al gruppo.  

Negli ultimi anni, però, c’è stato un momento in cui tutti abbiamo notato la presenza della Medical Car, e soprattutto il coraggio e la competenza del suo equipaggio. Il 29 novembre 2020, allo start del Gran Premio del Bahrain, Romain Grosjean finì a grande velocità contro le barriere, la sua Haas prese fuoco e lui riuscì a salvarsi emergendo dalle fiamme prima di essere tratto in salvo proprio dall’equipaggio della vettura medica, all’epoca composto dal pilota Alan Van der Merwe e dal dottor Ian Roberts. Entrambi furono poi premiati per il coraggio mostrato, e proprio doc Roberts, ancora “in servizio”, ci descrive oggi quello che si trova all’interno della Medical Car di F1 che, per inciso, svolge questo ruolo in tutti gli eventi che si tengono nel corso dei Gran Premi. 

Credits: F1 Official website
Il dottor Ian Roberts e il pilota Alan Van der Merwe a colloquio con Romain Grosjean nei giorni successivi al suo tremendo incidente. 

Un mezzo di soccorso avanzatissimo a 200 km/h

L’aspetto cruciale, per poter garantire la sicurezza a tutti i piloti, è certamente l’equipaggiamento della vettura di sicurezza. Si tratta di un vero e proprio bagaglio di componenti mediche e non solo, che possono essere utili per intervenire in caso di incidente pesante in ogni momento del weekend, e che Ian Roberts e il pilota della vettura sono in grado di raggiungere e attivare in tempi veramente brevissimi. 

Porto con me, all’interno della tuta, pochissime cose che mi possono servire per un intervento immediato, e che ho scoperto coprono il 98% delle emergenze che ci siamo trovati ad affrontare. Ai miei piedi, ho una piccola borsa con la fase successiva dell'attrezzatura e poi, nel bagagliaio, portiamo una sacca completa per la rianimazione, attrezzature ausiliarie, monitoraggio, medicazioni per ustioni e guanti speciali da utilizzare in caso le vetture non fossero sicure dal punto di vista elettrico. Inoltre, abbiamo un estintore da utilizzare sulle persone e un paio di tronchesi nel caso si renda necessario tagliare o in qualche modo togliere l’halo. Insieme a tutto questo, abbiamo tutta l’attrezzatura necessaria (barella spinale, collari e altro), per l’immobilizzazione in caso di trauma pesante.

Tutto questo, si va ad integrare con l’apparato di sicurezza predisposto da ognuno dei tracciati che ospita una tappa del Mondiale F1, tra cui le varie ambulanze dislocate per il trasporto vero e proprio di eventuali infortunati, per una sicurezza garantita dal lato del pronto intervento veramente esemplare. 

Il pilota Correia: “Una vettura incredibile”

Credits: Bernd Maylander Official Fb page
Bruno Correia insieme a Bernd Maylander, storico pilota della Safety Car.

A partire dal 2021, allo storico partner Mercedes si è aggiunta Aston Martin, che si alterna con la Casa di Stoccarda nella fornitura di Safety e Medical Car nei weekend di gara. Il marchio inglese, in particolare, fornisce la propria DBX707. Si tratta di un vero e proprio SUV, in grado di operare a velocità altissime in totale sicurezza e di trasportare tutta l’attrezzatura necessaria. Al volante, dopo che Van der Merwe ha lasciato per seguire altri progetti, si alternato Bruno Correia e Karl Reindler. Il portoghese (già campione della Formula Renault spagnola e pilota della Safety Car nelle gare WTCC e Formula E) è approdato a questo ruolo quasi per caso, come da lui stesso ammesso, dopo che il pilota “titolare” sudafricano era risultato positivo al Covid alla vigilia del GP di Turchia 2021. Oggi, dopo alcuni anni di esperienza, non nasconde l’orgoglio per il ruolo che ricopre. 

Guido veramente delle vetture da sogno. La DBX707, poi, è una macchina piuttosto impressionante. Voglio dire, stiamo parlando del SUV più veloce del mondo. Può passare in 3,1 secondi da 0 a 100km/h. È un'auto abbastanza potente. D'altra parte, ciò che mi ha davvero impressionato è la sua maneggevolezza. Non ti aspetti mai che un SUV, un'auto grande con quella quantità di potenza, si comporti in questo modo. È super comodo per il nostro lavoro. Ha lo spazio di cui abbiamo bisogno per portare i medici e anche l'attrezzatura medica, che è tanta, e ha anche sempre un posto libero per un pilota, nel caso in cui sia necessario riaccompagnarlo ai box dalla pista. Sono davvero orgoglioso di essere coinvolto con Aston Martin, anche con Mercedes, ovviamente, ma la macchina in sé è incredibile, e ha anche un sound mostruoso.

Insomma, è uno degli aspetti su cui forse a volte ci si sofferma meno, ma è un tassello fondamentale per la sicurezza di tutti coloro che sono coinvolti nell’azione in pista. Un grande applauso, dunque, al dottor Ian Roberts e ai piloti Correia e Reindler, oltre ad un grande in bocca al lupo in vista della stagione che sta per iniziare. 

Nicola Saglia