IndyCar | Thermal Club GP: Palou magistrale, McLaren beffata
Secondo successo consecutivo per il catalano, che ha iniziato la stagione da padrone assoluto della categoria.

Una vittoria artigliata nel finale per Alex Palou al Thermal Club. Grazie ad una strategia architettata come al solito in modo impeccabile dal team Ganassi, lo spagnolo ha rovinato quella che sembrava una cavalcata trionfale del team McLaren. Una giornata che poteva essere storica per il team di Zak Brown nel suo complesso, che dopo la doppietta in Cina stava per portarsi a casa un altro successo in IndyCar.
Tre soste per la vittoria, fondamentali le soft nel finale
Terzo sulla griglia dietro alle McLaren di O’Ward e Lundgaard, Palou ha controllato la situazione per tre quarti della gara, restando nella coda del danese senza strafare, senza spremere al massimo la sua vettura. Sapeva che le sue chance avrebbe dovuto giocarsele nell’ultimo stint, e così è stato. Fermatosi al 49° passaggio per l’ultima volta, si è trovato molto vicino a Lundgaard, ma con il vantaggio delle soft nuove contro le dure del rivale.
Dopo una dura ma corretta battaglia per la seconda posizione nel corso del 50° giro, Palou si è sbarazzato di Lundgaard e ha puntato dritto verso il suo target. Impressionante il suo ritmo, con più di un secondo al giro guadagnato nei confronti del messicano davanti a lui, anch’egli, come il team mate, su gomme dure. Il tempo di quattro passaggi, e poi è toccato a O’Ward essere infilato; il messicano ha abbozzato una difesa, ma anche oggi non sembrava esserci nulla da fare contro il tre volte campione IndyCar.
Gli ultimi dieci passaggi Palou li ha trascorsi mettendo un gap di sicurezza superiore ai sei secondi sulla vettura #5, per poi gestire gomme e doppiati, tra cui Nolan Siegel che avrebbe potuto essere un problema. La bandiera a scacchi è poi calata come una liberazione, per la seconda vittoria consecutiva del catalano; impossibile, per lui, pensare ad un inizio di stagione migliore.
Herta ai piedi del podio, gran recupero di Power nella giornata no di Penske
Volata anche per la quarta posizione, con Colton Herta bravo a difendersi con il coltello tra i denti dal ritorno della vettura del Meyer Shank Racing pilotata da un ottimo Felix Rosenqvist. Lo svedese al giro 61 si era sbarazzato della seconda Andretti di Kyle Kirkwood, crollato nel finale fino all’ottava piazza. Settimo un ottimo Marcus Armstrong, che ha così portato in top ten anche la vettura #66 di una squadra (Meyer Shank) sicuramente meno attrezzata delle altre.
Una menzione d’onore va certamente fatte per Will Power. L’australiano, scattato 21°, ha effettuato il Thermal Club GP tutto all’attacco, finendo addirittura sesto. Un risultato pazzesco, in un weekend che ha visto Newgarden mai in corsa e Scott McLaughlin fermato da problemi al sistema ibrido. Da sottolineare come il suo recupero non sia stato agevolato da nessuna caution, a renderlo ancora più importante. In seconda posizione in campionato rimane Scott Dixon, decimo in una giornata non brillante, ma in cui ha comunque ottenuto il massimo.
Per quanto riguarda Prema, un contatto tra i due piloti ha subito costretto Callum Illott alla prima sosta ai box, mentre Robert Shwartzman si è portato a casa la 22° posizione dopo una gara costante e in cui si è messo in mostra. La sensazione è che il team italiano debba ancora lavorare molto su strategie e costanza di ritmo, ma nel frattempo continua a mettere chilometri importanti sulle vetture.

Una bella gara, soprattutto nel finale (qui i risultati completi), su un tracciato che, va detto, forse non è proprio adatto per la categoria. Ora tre settimane di pausa, prima che il circus della IndyCar sposti armi e bagagli sul mitico tracciato di Long Beach.
Nicola Saglia