F1 | Perez, il ritorno nel Circus può essere vicino?
Sergio Perez recentemente ha dichiarato di essere in contatto con più di una squadra che potrebbe riportarlo in griglia a tempo pieno

L’universo Red Bull è in perenne movimento, e le ultime notizie giunte da Milton Keynes hanno mostrato ancora una volta il volto più spietato del team austro-inglese. Il siluramento di Lawson per far spazio a Tsunoda ha riacceso una luce su colui che forse troppo in fretta è sembrato essere messo da parte dal mondo della F1: Sergio Perez. In una intervista rilasciata al sito ufficiale del Circus, Checo si è detto sicuro di poter tornare al volante, ed è un dato certo che la sua esperienza potrebbe essere utile a più di una realtà.
Sergio: “Ho parlato con alcune squadre, ci sono buone possibilità”
Le ultime due stagioni vissute al fianco di Max Verstappen, per Perez, sono state un vero e proprio calvario. Mai in grado di avvicinarsi alle prestazioni del fenomeno olandese, spesso falloso e incline all’errore, il messicano era entrato in una sorta di spirale negativa da cui non è più stato in grado di uscire. Un peccato, perché le qualità di guida sono sempre state evidenti, e nella conquista dei primi due titoli di Max lo zampino di Perez c’era stato eccome.

Prima di lui, erano stati i vari Albon, Gasly e per certi versi Ricciardo (anche se a proposito dell’australiano ci sarebbe da aprire un lungo capitolo, ma non è questa la sede) a pagare le conseguenze della scelta di Red Bull di puntare tutto sul baby (allora) fenomeno. Oggi, il “declassamento” di Lawson è l’ennesimo segnale relativo alla vettura, cucita esattamente su misura di Verstappen, ma praticamente indomabile per tutti gli altri (Tsunoda resta ovviamente da valutare), al di là delle prestazioni più o meno buone. E, probabilmente, la stessa immagine di Perez ha motivo di essere rivalutata, dopo che per un paio d’anni ha subito commenti ben poco costruttivi, e tutto sommato abbastanza immeritati. Lo stesso messicano, parlando con il sito ufficiale F1, ha voluto sottolineare come diverse realtà siano interessate a lui.
La scorsa stagione tutto è successo abbastanza in fretta. In Qatar mi hanno comunicato che non sarei stato parte del team nel 2025, e abbiamo iniziato a trattare per la mia uscita. Io, comunque, ho sempre dato il massimo, e ho massimizzato le possibilità che mi sono state concesse. Se trovassi un progetto che mi motivi pienamente a tornare, dove il team crede in me e dove apprezza la mia carriera, la mia esperienza e tutto ciò che posso portare, sarebbe molto interessante da parte mia prenderlo in considerazione. Mi sono dato sei mesi per valutare tutte le opzioni e decidere. Ho parlato già con diverse squadre da Abu Dhabi in poi, ma al momento la stagione è solo all’inizio. Valuterò tutte le offerte, poi prenderò una decisione a proposito del mio futuro. Ad oggi, posso dire che è bello vedere che diverse persone non si sono dimenticate che tipo di pilota sono, nonostante in tanti si siano dimenticati troppo in fretta quanto fosse difficile da guidare la Red Bull.
Esperienza, costanza e budget: i punti forti di Perez
Ora, non è un segreto per nessuno che il messicano, nelle ultime stagioni in F1, si sia espresso ben al di sotto delle proprie possibilità. Ma quello che sta succedendo nel suo ex team in questi giorni è la dimostrazione di come far ricadere la responsabilità esclusivamente su di lui fosse quanto di più sbagliato. Perez esagera quando dice che diverse squadre hanno cercato un approccio con lui dopo che la voce del suo licenziamento si era sparsa nel paddock? Può darsi, ma anche no. Ci sono due aspetti fondamentali da tenere in considerazione quando si parla del pilota di Guadalajara.

In primo luogo, ci sono la sua esperienza e la sua consistenza, maturate in quindici anni da titolare nel Circus. I tanti anni trascorsi in Red Bull, e prima ancora in Force India (poi Racing Point), squadra che ha veramente preso per mano e fatta crescere, oltre che salvata dal fallimento, sono un bagaglio tecnico invidiabile, che farebbe comodo a tante squadre di fascia media.
Oltre al discorso prettamente tecnico, c’è quello relativo alle sponsorizzazioni, per nulla secondario. Da sempre, Sergio è legato a doppio filo con Carlos Slim (uno degli uomini più ricchi del mondo) e diverse compagnie messicane e sudamericane, che garantiscono coperture economiche che, ad oggi, sono manna dal cielo per tutte le squadre. Senza di queste, molto probabilmente la sua avventura in Red Bull si sarebbe conclusa prima, considerando quanto in fretta Marko e soci si spazientiscono con i piloti.
Chi potrebbero essere i team, dunque, interessati a Perez? Tra quelli presenti in griglia, vengono in mente soprattutto quelli più in difficoltà. Guardando al 2026, però, l’ingresso di Cadillac potrebbe rappresentare uno sbocco interessante. Il marchio a stelle e strisce, con forti interessi nell’area del Centro America, potrebbe avere più di una ragione per accaparrarsi i servizi di uno dei piloti con più esperienza in circolazione, per giunta libero da vincoli contrattuali. Se, poi, a questo si aggiunge il discorso relativo alla sua robusta esperienza, ecco che risulta facile pensare che dalla squadra di Graeme Lowdon qualche offerta importante, prima o poi, potrebbe arrivare.
Nicola Saglia