F1 | GP Giappone: Doohan, gran botto nelle FP2 a Suzuka
E' durata solo pochi minuti la FP2 dell'australiano, finito pesantemente in barriera con la sua Alpine in Curva 1.

La seconda sessione di prove libere del Gran Premio del Giappone F1 a Suzuka è stata interrotta ben quattro volte con la bandiera rossa. Nella prima occasione, è stato l’incidente di Jack Doohan a fermare le operazioni in pista, con la Alpine dell’australiano pesantemente danneggiata dopo il botto contro le barriere di Curva 1. Fortunatamente, il pilota ha subito comunicato di stare bene e, dopo una veloce visita al centro medico, è stato dimesso senza alcuna problematica.
Jack perde il controllo e diventa un passeggero
La sessione di Jack Doohan è durata solo una manciata di passaggi. L’australiano della Alpine, infatti, era all’inizio del suo quarto giro cronometrato quando si è trovato a perdere il controllo della sua vettura e sbattere pesantemente contro le barriere. Le immagini sono spettacolari e allo stesso tempo spaventose: al momento dell’inserimento nella velocissima destrorsa di Curva 1, Jack ha perso il controllo del posteriore, andando a girarsi e impattare in seguito con il lato sinistro della monoposto. La telemetria, all’interno del box anglo-francese, ha segnato una velocità di impatto superiore a 300 km/h; un botto tremendo. Fortunatamente, la cella di sicurezza e le barriere pro-tech hanno fatto il loro mestiere fino in fondo, e Doohan è potuto uscire sulle sue gambe, benché stordito.
Comunicando con il proprio ingegnere, Jack ha subito tranquillizzato tutti con un secco “I’m ok”, per poi chiedere cosa fosse successo. In effetti, il suo comportamento non è sembrato in nessun modo anomalo, e non ha neppure toccato l’erba alla sua sinistra nel momento dell’inserimento in curva. Al momento, gli uomini di Oliver Oakes stanno analizzando quanto avvenuto, per capire se si sia trattato di un guasto tecnico o di un malfunzionamento ad aver causato la pesante uscita di pista. Tra le ipotesi, c’è quella del DRS rimasto aperto, e quindi è da capire se si sia trattato di un errore del pilota o di un malfunzionamento tecnico. Certo, non è stato il modo migliore per inaugurare questo weekend.

Solo pochi passaggi su una delle piste più difficili
La situazione di Doohan all’interno di Alpine è, sin dall’inizio della stagione, in un perenne stato di agitazione. Pare infatti che Flavio Briatore non veda l’ora di mettere Franco Colapinto al suo posto, e che il Gran Premio d’Arabia Saudita a Jeddah possa essere l’ultimo dell’australiano in F1. Sia pure, ma la realtà è che la squadra, ad oggi, sembra avere parecchi punti deboli, a partire dalla prestazione in pista. Non è solo Doohan, infatti, a deludere. Pierre Gasly stesso è ancora fermo a quota zero, con tanto di squalifica a Shanghai (passata in cavalleria dopo la debacle Ferrari, ma comunque grave) e prestazioni mai brillanti. Difficile andare a paragonare la situazione attuale con quella del 2024: al momento pare che siano stati fatti diversi passi indietro.
Inoltre, la decisione presa stamattina da parte del team ha lasciato sorpresi diversi addetti ai lavori. Nelle FP1, infatti, è stato messo in pista Ryo Hirakawa, tester giapponese, che ha fatto addirittura meglio di Gasly su una pista che conosce come le sue tasche. Ma la cosa strana è proprio questa: Suzuka è una pista complicata e difficile, sulla quale un rookie come Doohan deve poter fare più giri possibili. Perché preferirgli un tester, invece di consentirgli di girare tanto e lasciare Gasly, ben più esperto, ad osservare per una sessione? Misteri di un team che continua a lasciare parecchi dubbi.
Intanto, il nuovo telaio per la vettura è già arrivato ai box e la sessione percorsa dal giapponese potrebbe essere molto utile. Domani, infatti, i dottori daranno la propria approvazione finale alla partecipazione di Doohan al resto del weekend. Non dovesse arrivare l’ok, toccherebbe proprio a Hirakawa mettersi al volante della Alpine. Al momento, però questa sembra un’ipotesi abbastanza remota, almeno dal punto di vista clinico.
Nicola Saglia